Pubblicato in Mutui da Il Mutuo il 29-01-2009
Conviene davvero passare ad un mutuo a tasso variabile?
Negli ultimi giorni si fa un gran parlare del passaggio da un mutuo a tasso fisso ad un finanziamento a tasso variabile.
L’argomento è sotto i riflettori perchè il continuo calo del saggio Euribor fa calare di mese in mese l’importo della rata da versare.
Di conseguenza tutte quelle famiglie che si trovano ancorate all’esborso di una rata a tasso fisso, vedono sfuggire i vantaggi del calo dei tassi di interesse e quindi sempre più spesso cercano di cambiare il loro mutuo passando appunto ad una rata variabile.
E’ però importante ricordare che la scelta è rischiosa poichè i tassi, Euribor o Bce, ora stanno calando e probabilmente caleranno ancora nell’arco del 2009 ma la riduzione non proseguirà per sempre. In un futuro, prossimo o lontano ora è impossibile determinarlo, i tassi si stabiliranno sui livelli normali e di conseguenza le rate che ora sono così convenienti, torneranno ad essere più onerose.
Semmai in questo periodo di calo generalizzato dei tassi sui mutui conviene pensare bene all’ipotesi opposta ovvero di cambiare il mutuo passando da un tasso variabile ad uno fisso.
Ipotesi praticabile sia per chi al momento paga le rate di un saggio variabile, poichè le bloccherebbe per sempre ad un tasso vantaggioso, sia per chi ha già in corso un mutuo “fisso” in quanto rinegoziando il prestito questo potrebbe avere un nuovo tasso più basso del precedente.
Ovviamente per questa operazione bisogna però considerare i costi del cambio del mutuo, oltre che lo spread applicato dalle banche.
Pubblicato in Mutui da Il Mutuo il 28-01-2009
Anche le regioni del Nord-Ovest italiano si trovano in difficoltà nell’erogazione dei mutui.
Confrontando il 2008 con il 2007 infatti, “Consumer Financing” ha registrato un significatico -7,25%.
Nonostante il calo generalizzato, la Valle d’Aosta è risultata la regione migliore a livello di erogazione, l’unica ad aver chiuso in postivo con un+4,74% (81 milioni di euro di erogato) seguita dalla Lombardia con un -6,26% (7.027 milioni di euro di mutui erogati) ed il Piemonte -7,09% e 3.163 milioni di euro di erogato.
Ultima tra le 4 regioni, la Liguria con un pesante -11,80% e 1.320 milioni erogati.
Il Nord-Ovest però, nonostante il calo, resta al primo posto per valore di erogato, con 14.691 milioni, il 35% del totale nazionale.
Pubblicato in Mutui da Il Mutuo il 27-01-2009
Le giovani coppie alla ricerca del mutuo più conveniente per poter acquistare la prima casa possono contare su un’agevolazione speciale.
Sempre più spesso infatti le banche consentono un pre-ammortamento dei primi anni del mutuo in modo da poter ridurre la rata anche del 30% rispetto un mutuo tradizionale, rendondosi così ideale per le tasche di una giovane coppia piena di spese.
Tale pre-ammortamento riduce la rata perchè nei primi anni essa è costituita quasi interamente da interessi passivi.
Gli istituti di credito e le banche offrono periodi di pre-ammortamento che possono arrivare fino a 5 anni durante i quali è consigliabile optare per il tasso fisso, proteggendo la rata da eventuali rialzi dei saggi di interesse.
Ovviamente tale agevolazione non è gratis ma il beneficio di una rata fissata ad un certo livello lo si paga con un maggiore esborso di interessi.
Anche in questo caso, le giovani coppie, dovranno fare tutte le considerazioni necessarie per scegliere o meno il pre-ammortamento del mutuo.
Pubblicato in Mutui da Il Mutuo il 27-01-2009
Il dato rilevato dall’Adusbef denuncia come le banche nel periodo tra settembre e novembre 2008 abbiano applicato tassi sui prestiti personali cresciuti di 43 punti base nonostante l’andamento ribassista dell’Euribor ed i tagli del tasso BCE aumentando quindi le spese per famiglie ed imprese.
La situazione denunciata dall’Adusbef è che gli istituti di credito, oltre ad usufruire del decreto salva-banche, stanno aumentando gli spread applicati sui prestiti e mutui non adeguandosi alle riduzioni dei tassi applicate dalla Banca Centrale Europea.
Secondo i calcoli dell’Adusbef, in Italia i prestiti vengono fatti ad un tasso medio dell’8,73% rispetto al 7,17% medio praticato nei Paesi dell’area euro, mentre per i mutui la rata risulta più salata dello 0,32%.
Pubblicato in Mutui da Il Mutuo il 26-01-2009
Una novità per i mutui nel prossimo 730.
Il 30 aprile infatti 14 milioni di contribuenti, riceveranno il modello 730 per dichiarare i propri redditi del 2008.
Alcune novità rispetto ai precendenti moduli si trovano in vari ambiti: dal bonus famiglia alla detrazione delle spese di acquisto degli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico, alla detrazione per studenti universitari fuori sede, le spese di formazione per i docenti ed i contributi versati per il riscatto di laurea dei familiari a carico.
Inoltre una novità la troviamo anche nella sfera dei nostri mutui casa.
Con il nuovo 730 infatti il tetto di 3.615,20 euro per gli interessi pagati sui mutui ipotecari per l’abitazione principale, convertibili nella detrazione Irpef del 19%, è stato aumentato a 4000 euro.
Questo significa che chiunque abbia pagato 4000 o più euro di interessi sul proprio mutuo ha diritto a ottenere uno sconto Irpef di 760 euro (il 19% su 4mila euro) risparmiando cosi 73 euro rispetto all’anno passato.
Manovra importante o una nuova beffa? Diteci la vostra opinione
Pubblicato in Mutui da Il Mutuo il 25-01-2009
Con le nuove norme del pacchetto anticrisi in materia di mutui, le banche dovranno fare molta attenzione nell’ostacolare la portabilità del mutuo poichè rischiano di essere multate.
La multa arriva dopo un anno dalle norme di legge che hanno stabilito che la surroga dev’essere completamente grauita per il cliente.
Se gli istituiti non si adeguano rischiano una sanzione minima di 516 euro fino ad un massimo di 25.822 euro. Somme che finanzieranno il fondo solidarietà, dedicato a chi ha difficoltà a pagare le rate.
Pubblicato in Mutui da Il Mutuo il 23-01-2009
Nonostante il decreto Tremonti abbia messo il tetto da applicare sui mutui a tasso variabile al massimo al 4%, le banche stentano ad adeguarsi.
Molti clienti restano ad avere una rata che va oltre il 4% e l’eventuale alleggerimento della rata stessa è dato dall’ampio calo dell’Euribor.
Alcuni direttori di banche romane ammettono che non sono arrivate indicazioni dalla direzione generale, anche se ormai visti i livelli de’Euribor, tutte le misure rischiano di restare inutili.: “Contratto alla mano su una rata di 700 euro ci saranno 100 euro in meno, grazie alla diminuzione dell’Euribor. Chi aveva un tasso del 6,1 a giugno, oggi ha il 3,9″
Ma se nel contratto lo spread applicato era alto, la discesa del tasso sotto il 4% non è automatica:, come spiega Mauro Novelli, segretario generale dell’Adusbef: “Qualche caso c’è, ma il decreto Tremonti s’è praticamente vanificato perché i tassi sono scesi. Se ciò non accade i clienti vadano in agenzia e chiedano una diminuzione dello spread. Meglio che passare a un altro mutuo”.Inoltre secondo Francesca Tedeschi di Osservatorio finanziario speiga come il “tasso del 4 per cento va applicato, i soldi pagati in più dovranno essere restituiti ed è bene ricordarlo alla propria banca, che va sempre punzecchiata”
Pubblicato in Mutui da Il Mutuo il 23-01-2009
Nuovo record al ribasso per l’Euribor.
Il tasso Euribor a tre mesi, riferimento per i mutui variabili è al 2,25%, toccando i minimi dal 28 ottobre del 2005.
Ma anche a il saggio Euribor ad 1 mese è ora al 1,91%, sotto al 2% del tasso di sconto ufficiale in vigore
Inoltre, stando al rapporto mensile dell’Abi, i tassi sui prestiti sono scesi al 6,04% (6,42% a novembre) al di sotto del valore di dicembre 2007 (6,18%) ed i tassi sui mutui sono scesi al 5,08%, a livelli di gennaio’07 (5,07%).
Pubblicato in Mutui da Il Mutuo il 21-01-2009
Con il nuovo decreto legge 185/2008, il famoso pacchetto anticrisi, dal 1°gennaio si obbligano le banche a predisporre mutui indicizzati al tasso Bce e bloccare il tasso variabile al 4%.
Ad oggi quindi ogni mutuatario può mutuo a tasso variabile ad uno a tasso fissoed inoltre ha a disposizione un indice con meno volatilità rispetto all’Euribor. L’eccedenza degli interessi oltre il 4% per i mutui contratti fino all’ottobre 2008 a tasso non fisso, sarà a carico dello Stato, con modalità che verranno comunicate dall’Agenzia delle Entrate.
Attraverso tale operazione, ci si augura che I tassi possano ritornare ad essere quelli del 2004 aumentando l’accessibilità al mutuo.
Pubblicato in Mutui da Il Mutuo il 16-01-2009
Buone notizie per i mutui: con un altro taglio la Banca centrale europea (Bce) porta il tasso di interesse al 2%, il minimo storico.
Il taglio del tasso BCE agevola i rimborsi dei mutui a tasso variabile.
I saggi Euribor, gli indici a cui sono ancorati le rate dei prestiti variabili, si sono abbassati ancora e con questo ulteriore taglio del saggio BCE, potrebbero calare ulteriormente. L’Euribor a un mese è al 2,2%, il trimestrale al 2,51%.
Inoltre dal quest’anno le banche devono aggiungere nel catalogo prodotti i mutui agganciati al tasso Bce. Anche questi, pertanto, al netto dello spread saranno meno costosi